L’Aut aut in tempo di crisi

Eccomi qui dopo mesi di impenetrabile silenzio ho voglia di scrivere. È strano come a volte le parole non arrivino mai… un foglio bianco e candido è la cosa più brutta.

 

Lo spunto per una ragionevole riflessione è arrivato solo pochi giorni fa, per una serie di fortunatissimi eventi e del tutto accidentali sembra che una nuova strada mi sia stata aperta. Un nuovo futuro del tutto insperato data l’impossibilità dell’impresa sembra ora possibile. La scelta che mi si pone davanti è di non facile risoluzione, a parte i due corsi di studio (completamente diversi) mi si pone un dilemma che va ben più oltre. Da un lato la prospettiva di un lavoro sicuro e ben pagato, dall’altro l’inseguimento di un sogno che ha ben poche speranze di essere realizzato. Un Aut aut che non lascia spazio a mezze misure, nessuna sfumatura di colore solo tinte nette e chiare.

In tempo di crisi sembra del tutto incosciente credere nel lavoro dei propri sogni, i laureati disoccupati sono ormai all’ordine del giorno anche le raccomandazioni non sono più sufficienti; cosa fare allora? Persistere nei propri ideali o cadere nella nuda a cruda realtà capitalistica?

Oggi bisogna vendersi l’anima, i personaggi dei libri che lottavano per le proprie idee sono del tutto irreali in questo contesto, vivono lì tra le pagine dei classici più belli. Forse non è colpa neanche della società, si è evoluta secondo la logica del denaro, secondo l’avidità umana, niente ha più uno scopo diverso dal semplice appagamento personale.

Soldi o felicità? Ormai è quasi impossibile averli entrambi…soprattutto il primo. Con le assunzioni bloccate i licenziamenti dai privati e i tirocinanti sfruttati l’ottimismo per il futuro è del tutto spento; l’Italia sta tornando ad essere un paese di emigranti, che cacciano a loro volta gli immigrati.  Un mondo molto poco ospitale ci attende usciti di casa, una realtà che ingenuamente non avevo ancora visto; della crisi si parla, si scrive addirittura si canta ma a parte gli ovvi problemi economici questa implica una serie di problemi di ben più rilevante portata.

Chi sceglie oggi il proprio futuro non ha più libera scelta, ci si illude di possedere possibilità ma ormai il corso di studi viene finalizzato ad un lavoro remunerante ed assicurato, si ritorna così all’antico regime: i figli sostengono le attività dei padri e il nepotismo dilaga in modo a dir poco disperato. Sembra un dipinto molto pessimista ma purtroppo è una realtà che tende ad assumere tinte sempre più scure, la prospettiva del posto fisso è ben più promettente dei propri principi, dei propri sogni. Ora sembra che i soldi facciano la felicità o comunque ci vadano molto vicino, il lusso di poter perseguire le proprie attitudini è di una ristretta minoranza, è di chi non ha paura per il domani. La mia scelta sarà guidata non dalle libere aspirazioni  ma dalla paura, dalla paura della povertà , dalla paura di non poter avere una casa, di non poter conquistare un’indipendenza economica, di investire tempo e denaro in un corso di studi che poi non porterà nient’altro se non il piacere di apprendere.

 

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La Dinastia

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Ho iniziato questo libro per motivi scolastici e devo ammettere di aver impiegato davvero troppo tempo per finirlo ma non perché sia pesante, più che altro per mancanza di tempo. Appena ho assaporato i primi giorni di vacanza mi sono subito tuffata tra le pagine di questo libro che oltre ad essere avvincente è sicuramente un buon ripasso di storia, narra le vicende e gli intrighi della famosa dinastia Giulio -Claudia che ha regnato su roma per quasi un secolo. é ovvio che vi sia una buona dose di fantasia e che non tutto il romanzo sia effettivamente legato a reali eventi storici, ma è una fotografia abbastanza oggettiva della Roma del tempo.

Gli italiani purtroppo ignorano gran parte della storia  che li ha resi grandi, la Penisola è ricca di imprese importanti ed eroiche, ricca di opere artistiche e non ne comprendono il reale significato. Frediani segue fedelmente i documenti e le opere storiografiche del tempo come gli Annales di Tacito, una cronaca degli eventi che contraddistinsero il governo  dei 5 imperatori che si avvicendarono. La classe  politica incarna la degenerazione di costumi che avvolse l’impero post-repubblicano: matricidio, incesti, corruzione e perversione di ogni genere infestavano la città.

é impossibile non paragonare la situazione attuale con il passato principato e ne cogliamo ironicamente analogie e differenze, sebbene sotto un governo democratico l’Italia non può certo dirsi libera e i suoi capi non sono certo degli integerrimi moralisti. Certo non abbiamo un Nerone che incendia le città ma anche gli italiani hanno finanziato con le loro tasse i banchetti e le “meretrici” di un principe industriale chiamato cavaliere.

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L’informazione muove il mondo

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La buona informazione è ciò che scuote il popolo, è sempre più difficile trovare mezzi di comunicazione imparziali, giornali, televisioni, stazioni radio tutte ormai hanno un  partito politico e presentano fatti e vicende da differenti prospettive. Sempre più spesso facciamo affidamento sulle opinioni giornalistiche o che la tv ci propina, senza analizzare accuratamente in modo razionale; ciò che ci viene riferito deve essere preso in considerazione con le dovute precauzioni. La falsa propaganda influenza continuamente l’opinione pubblica ed un cattivo articolo può seriamente indurre a considerazioni sbagliate un’intera nazione. Questo potere è da non sottovalutare, un grandissimo potenziale che viene accuratamente sfruttato da politici, intrattenitori ed industriali; un business che vede partecipare grandi personalità dell’alta società. Dietro le pagine di un giornale o il servizio di un Tg c’è un mondo che fatichiamo a riconoscere, conflitti d’interesse, corruzione favoritismi ecc… una realtà che potrebbe rendere un enorme servizio alla comunità se fosse ben gestita. Bisogna tuttavia riconoscere che alcuni mezzi d’informazione operano in sincerità e che alcuni giornalisti obbediscono ancora ad un codice morale da tempo dimenticato; persone che credono nel loro lavoro, nell’importanza che questo riveste: l’informazione muove il mondo in modi che nemmeno riusciamo a cogliere. Nel tempo  siamo stati spesso testimoni di propaganda faziosa e corrotta, un esempio ne è stata la politica antisemitista adottata dai nazisti ed in seguito anche dagli italiani; queste persone del tutto innocenti vennero dipinte agli occhi della comunità come mostri corrotti e viziosi, colpevoli di ogni male. Giornali, radio e qualsiasi mezzo venne utilizzato per appoggiare questa campagna razziale ingiusta e disumana, il genocidio iniziò proprio in questo modo, con le parole,con le vignette ed ogni sorta di espediente. Un potere immenso nelle mani di pochi, il buon lettore deve quindi apprendere le notizie con un grande senso critico.

Evoluzione italiana

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Dalla povera scimmia all’ex presidente del consiglio, evoluzione italiana riassunta nei grandi uomini della storia. Un’evoluzione che vede una seconda parte decrescente rispetto all’iniziale crescita siamo infatti tornati all’età della pietra, non si può non notare la somiglianza (e non solo nell’altezza) degli estremi. Siamo quindi tornati all’era primitiva, solo che al contrario di cacciare animali e arrampicarci sugli alberi ora ci truffiamo l’un l’altro e rischiamo di abitare sotto ai ponti, ebbene si chi se lo sarebbe aspettato che millenni dopo l’uomo italiano sarebbe tornato alle antiche origini?

Eppure ci si aspetterebbe che dopo grandi personalità come Giulio Cesare o Garibaldi il popolo aspirasse ad un generale miglioramento e invece no, noi non ci smentiamo mai, siamo andati incontro ad un decisivo peggioramento come se la moralità e l’avanzamento della civiltà fossero entità inversamente proporzionali, aumenta una diminuisce l’altra. Mussolini in effetti era anche scontato in quel periodo storico, molte nazioni europee e non in quel periodo caddero in una feroce dittatura, ma poi si sono riprese con violente rivoluzioni, noi no abbiamo difeso la nostra libertà affidandoci a persone sempre peggiori come se nemmeno fosse affar nostro. Che poi per carità anche ora ci sono paesi molto più disgraziati di noi, non siamo di certo i più sfortunati ma almeno loro sono giustificati, in quei luoghi non gli è permesso votare e sono in pieno regime, ma noi no, noi li volgiamo e soprattutto li votiamo! Ci prendono per il culo se ne vanno e noi ce li riprendiamo, bastano 4 parole messe al posto giusto “togliere, tasse, aumento, stipendi”                         ( attenzione non viene mai precisato l’ordine in cui vengono poi poste tali parole) e tutto per noi è rose fiori poi quel che viene dopo a noi non interessa. Sembra che se un politico non è coinvolto con la giustizia o in qualche processo a noi non piace, Mussolini ha affermato il regime dopo l’omicidio Matteotti, non è normale, ma almeno in quel caso (già l ho detto) eravamo giustificati era dittatura, a difesa del Duce vorrei ricordare che almeno è stato sincero  si è assunto le sue responsabilità (si fa per dire perché poi un processo non è mai stato fatto); ora invece no, ora difendono con una gran faccia tosta le loro malefatte “negare sempre e comunque” questo è il loro motto, anche davanti ad un video con tanto di messa a fuoco loro sarebbero in grado di dire “non era io! mi hanno incastrato, qualcuno ha messo una prostituta nel mio letto, e l’ha anche pagata con i soldi dei contribuenti a mia insaputa!”. Gli italiani però c’è da dire hanno una gran fiducia, questo a noi proprio non ci manca come la capacità di lamentarci, credo sia una caratteristica insita nel DNA, dovrebbero studiare un nuovo tipo di cromosoma, il cromosoma prendimi-per-il-culo-tanto-ti-voto-comunque.