Il business del matrimonio

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Non so se avete mai fatto caso all’istituzione matrimoniale  e al grande mercato che essa muove. Abito, cerimonia, auto, chiesa/comune, intrattenimento, ricevimento , viaggio ecc… il giorno più bello della vita contempla tutti questi aspetti ed acquista una valenza economica mai prospettata. Oggi sposarsi equivale a finanziare una grandissima fetta di mercato, compresa quella religiosa, non più due cuori e una capanna, oggi vi sono 2 cuori e una lussuosa suite con  vista mare. Dove sia finito il romanticismo e lo spirito d’adattamento non si sa, oggi le coppie ostentano cerimonie abominevoli con cigni, colombe addobbi eccessivi e barocchi; un insieme che ha poco a che fare con il reale significato e snatura completamente il rito in se. La moda del momento obbliga a tenere un festeggiamento sfarzoso e spesso ridicolo, tutto curato nei minimi particolari all’eccesso. Alcuni matrimoni sono ripresi da telecamere,  veri e propri programmi  mostrano spose impazzite che litigano per un velo, sposi obbligati a organizzare l’evento con il terrore che le future mogli non siano del tutto contente. Insomma è questo il matrimonio? questa l’istituzione su cui poggia la famiglia? Il vero spirito dell’avvenimento non si nasconde nello sfarzo generale ma nella condivisione di un momento unico e speciale con la famiglia e gli amici. Non voglio però rifiutare qualsiasi tipo di spesa al riguardo, solo spingere verso una misura adeguata del fasto. Un giorno indimenticabile non equivale ad un giorno per cui bisogna accendere un mutuo, l’amore vero non ha bisogno di altri inutili accessori .

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