Scacco matto… tradimento!

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Il tradimento è una realtà che ho scoperto nell’adolescenza e precisamente all’età di 15 anni. Sino ad allora avevo sempre creduto che il tradimento non fosse tipico della natura umana e che l’adulterio fosse praticato solo nelle Fiction e nei film, quegli intrighi infiniti tra amanti che spesso si ripropongono più volte nel corso della serie come in Beautiful!  Questa mia ignoranza in materia era probabilmente data dall’esempio dei miei genitori, la mia famiglia fortunatamente è nata da un amore stabile e solido, seppur con i suoi alti e bassi è ovvio; forse proprio per questo unico grande modello che mi venne riproposto dalla nascita escludeva qualsiasi altro tipo di rapporto. Crescendo ho scoperto che la natura umana in realtà sta divenendo proprio come la televisione ce la prospetta, segreti e amanti che si nascondono furtivamente e in nome di un nuovo amore sbocciato distruggono intere famiglie (affermando ciò tengo a precisare che non sono contraria al divorzio).

Dopo questa premessa sembrerà ancora più contorto e ipocrita il mio incontro con questa pratica che, appunto, sino ai 15 anni ignoravo completamente . Fu senz’altro la mia ingenuità di ragazzina a farmi capitolare e a dare inizio a quella che divenì dopo tanto una simpatica amicizia.

L’estate portò con se un insieme di piacevoli novità e di amici, gli amici estivi sono i più indimenticabili ma anche i meno durevoli come si scopre al termine di ogni vacanza. in quel fatidico luglio incontrai un ragazzo più grande di 3 anni, forse l’età forse le attenzioni che mi riservava  mi spinsero direttamente tra le sue braccia. Il problema fu che tali braccia erano già impegnate e non con me ovviamente, sarei una bugiarda affermando che ero all’oscuro di tutto ciò, sapevo molto poco ma sapevo. Fu allora che compresi l’esistenza del tradimento, che nelle coppie la fiducia non è sempre ben riposta e che l’infedeltà non getta scandalo ormai da millenni soprattutto tra i giovani del 21° secolo.

Ciò che proprio non riuscivo ancora a comprendere era la sua completa e del tutto candida leggerezza, non un senso di colpa ho mai visto (in quei primi tempi) sfiorarlo minimamente, ciò mi gettava nella più nera frustrazione di bambina infatuata. Eh già nel frattempo non avendo posto fine al “dialogo” continuai a reggere il gioco sperando magari qualcosa mutasse, volevo a tutti i costi essere io la sua ragazza (non intuendo ancora che in quel modo avrei solo preso il posto dell’ignara cornuta). Ora ripensandoci sorrido di questa storia e con ironia ricordo quella situazione ambigua di cui solo io ne percepivo la gravità o forse da amante inesperta, non avevo ben compreso le regole del gioco. Fatto sta che quella sera entrai in quella scacchiera a me sconosciuta, dove il re e la regina non erano intimamente legati ma (almeno il re) liberi di frequentare tutte le pedine presenti.

Agli scacchi non ho mai vinto ma alla fine ho imparato anch’io la parte della regina e della pedina nel tavolo da gioco che ne è la realtà. Scacco matto …tradimento! 

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