Analfabeti affettivi

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Oggi l’istruzione possiamo reputarla un bene comune, la scuola è obbligatoria sino ai primi anni dell’adolescenza e quasi tutti riescono a raggiungere almeno il diploma di scuola superiore. Ciò che ora ci riesce difficile comprendere sono gli affetti, ebbene si siamo degli analfabeti affettivi, la lingua dell’amore non è più alla nostra portata, non più di quanto lo sia l’inglese per la maggior parte di noi. Questa definizione dell’umanità mi è stata riportata oggi in relazione ad una scrittrice ebrea una certa Etty Hillesum, che scrisse un diario durante la persecuzione nazista; è ovvio che questa affermazione viene argomentata da lei in un periodo storico dove la crudeltà era all’ordine del giorno ma è quanto mai attuale. Non siamo stati educati al sentimento,l’educazione all’affettività che ci propinano a scuola non ha niente a che vedere con l’amore, è solo sesso ed in effetti con quello la nostra generazione ha molta dimestichezza. I sentimenti sono al di fuori della nostra portata, come la fisica quantistica , per la maggior parte della popolazione di questo secolo le emozioni, l’amore sono solo soggetti di film e canzoni. Non si è più abituati a leggere ciò che ci accade dentro, non sappiamo definire le sensazioni che invadono la mente ed il cuore, non sappiamo dare un nome alle mille sfumature di cui i sentimenti si colorano, siamo grigi e ignoranti. Un’ educazione alla sensibilità è d’obbligo in questi tempi di aperta e pubblica superficialità, pare che più si è immorali e crudeli più si è forti e famosi, non vi è spazio per animi profondi nell’era digitale si dà spazio all’apparenza. L’umanità pare arida dinnanzi a qualsiasi tipo di emozione sia essa tristezza o allegria, è stanca di ricercare, è stanca di interpretare i piccoli momenti, siamo avvolti da una pallida apatia da cui fatichiamo ad uscire; le piccole gioie di cui un tempo ci nutrivamo ora sono come passate di moda, la vita non è più chic. Analfabeti affettivi vuol dire analfabeti di vita, di amore, l’ignoranza del tipo peggiore è quella ti lascia infelice ed insoddisfatto, quella che non arricchisce l’anima; la vera cultura è quella che impari vivendo, i libri sono maestri ma il tempo lo è ancor di più, nessuno può insegnarci ad amare, ad essere felici.

Purtroppo il progresso ha spazzato via ciò che di buono aveva il passato: semplicità, genuinità, calore, sincerità e un pizzico di morale e dignità in più.

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