Scrivendo di notte…

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Scrivere di notte ha sempre avuto un che di affascinante, immagino scrittori e romanzieri che con la loro tazza di caffè creano personaggi e storie al lume di candela. Io non sono una scrittrice tanto meno sono capace di creare storie avvincenti, ma la notte ha un certo effetto anche su di me, questa inattività mi rende stranamente riflessiva soprattutto in queste ore. Credo sia l’influsso della luna o delle stelle o il silenzio che immerge la città, il rumore del mare che riesco e sentire dalla mia camera, tutto ciò ha un non so che di poetico. é strano come si riesca ad apprezzare questo genere di cose soltanto ad una certa età, anni fa non avrei mai apprezzato un tramonto , un suono o un paesaggio particolare, ora invece tutto mi desta sorpresa. Affacciarsi alla finestra e vedere la luna piena dà sempre un senso di pace, di tranquillità, come Ciaula che emerge dopo quel lungo e buio tunnel e la vede lì luminosa come una nuova nascita come l’inizio di una nuova vita. In questo mi sento un po’ vecchia, come quegli anziani che ti raccontano animatamente di una particolare vicenda per te insignificante, ma che per loro ha evidentemente un’importanza particolare. Forse anch’io un giorno declamerò le qualità della luna o delle stelle davanti a ragazzini molto poco interessati, anche perchè la luna non ha nulla di veramente straordinario, anzi è piuttosto ordinaria.  Questa particolare sensibilità credo sia da attribuire alla scuola non ad una mia particolare sensibilità (sensibile in effetti non lo sono mai stata), la filosofia in particolare ha il potere di darti sempre nuove visioni della realtà ed in una o nell’altra riconosci il tuo essere le tue convinzioni. Ho condiviso più volte teorie o visioni di vita di diversi autori e dall’insieme di questi è possibile costruire un proprio ritratto, si può capire molto da una persona studiando i suoi gusti letterari musicali o filosofici.

Più di ogni altra cosa è interessante notare l’evoluzione della filosofia e della storia (in questo sono pienamente d’accordo con le teorie hegeliane ), l’uomo si è posto con il passare del tempo domande sempre più complesse sulla propria esistenza e le risposte sono varie e sorprendenti come i cosiddetti filosofi del sospetto.

Se Talete vedeva nell’acqua un’unica grande soluzione ciò non può essere accettato dai filosofi moderni come Marx, i quali si devono rapportare con guerre di classe, soprusi e povertà. Sebbene le domande siano diverse e sebbene i problemi del mondo moderno siano assai più complicati l’uomo rimane comunque estasiato dalla luna o dal mare, anche se sempre meno persone senno ancora apprezzare queste piccole cose. 

Io credo in quella piccola parte di popolazione e mi sento parte di questa, è facile riconoscerci siamo quelli che sorridono guardando il cielo blu.

La Dinastia

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Ho iniziato questo libro per motivi scolastici e devo ammettere di aver impiegato davvero troppo tempo per finirlo ma non perché sia pesante, più che altro per mancanza di tempo. Appena ho assaporato i primi giorni di vacanza mi sono subito tuffata tra le pagine di questo libro che oltre ad essere avvincente è sicuramente un buon ripasso di storia, narra le vicende e gli intrighi della famosa dinastia Giulio -Claudia che ha regnato su roma per quasi un secolo. é ovvio che vi sia una buona dose di fantasia e che non tutto il romanzo sia effettivamente legato a reali eventi storici, ma è una fotografia abbastanza oggettiva della Roma del tempo.

Gli italiani purtroppo ignorano gran parte della storia  che li ha resi grandi, la Penisola è ricca di imprese importanti ed eroiche, ricca di opere artistiche e non ne comprendono il reale significato. Frediani segue fedelmente i documenti e le opere storiografiche del tempo come gli Annales di Tacito, una cronaca degli eventi che contraddistinsero il governo  dei 5 imperatori che si avvicendarono. La classe  politica incarna la degenerazione di costumi che avvolse l’impero post-repubblicano: matricidio, incesti, corruzione e perversione di ogni genere infestavano la città.

é impossibile non paragonare la situazione attuale con il passato principato e ne cogliamo ironicamente analogie e differenze, sebbene sotto un governo democratico l’Italia non può certo dirsi libera e i suoi capi non sono certo degli integerrimi moralisti. Certo non abbiamo un Nerone che incendia le città ma anche gli italiani hanno finanziato con le loro tasse i banchetti e le “meretrici” di un principe industriale chiamato cavaliere.

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Guerre di classe

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Matura o immatura? cosa sia meglio ora ancora non l’ho compreso. Ho da poco superato gli esami, con una certa difficoltà devo ammetterlo, e non ho ben compreso se questa prova misuri realmente la cosiddetta maturità. 3 prove scritte e un orale sono ben poca cosa per giudicare se un ragazzo è maturo, molti dei 90 che ne usciranno (tra cui mi inserisco) sono ben poco maturi. Ciò che ho notato e di cui non mi sorprendo affatto è la corsa al voto, il liceo a differenze dell’università istiga i ragazzi ad un’atroce competizione, guerre di classe si aprono tra le varie parti per conquistare punteggi più alti e dimostrare così una certa “superiorità”.

Sarei un’ipocrita se negassi di aver partecipato a questo gioco al massacro cercando in tutti modi di migliorare ma ora al termine di questi 5 anni mi rendo conto dell’inutilità della cosa, forse è questa la maturità, prendere atto di atteggiamenti erronei ed evitare che si ripetano. Quando si dice che gli anni del liceo sono i più belli e i più crudeli hanno proprio ragione, non comprendo perché a quest’età vi sia una più completa anestesia di ogni istinto umano, gli studenti si dividono nettamente tra perdenti e vincitori, sciocchi e intelligenti, leoni e gazzelle, aguzzini e vittime. Chi si impone vince i deboli soccombono dinnanzi all’inevitabile disfatta, personalmente ho sempre trovato interessante questa dicotomia, ma adesso questa guerra tra i banchi dimostra soltanto l’immaturità generale.

In questi 5 anni ho osservato persone cambiare, me stessa cambiare, la scuola secondaria accoglie ragazzini di 14 anni per restituirne alla società piccoli uomini e piccole donne già caratterialmente e intellettualmente formati. Il percorso scolastico credo sia di minore importanza se paragonato all’evoluzione della personalità, ho osservato personcine timide e schive acquistare un’indole assai poco amichevole…in effetti quasi mai il cambiamento ha portato miglioramenti; quasi tutti volevano trasformarsi in belve e non in deboli agnellini.

Forse è solo il liceo che istiga alla più dura competizione o forse solo il mio in particolare…. Da questa scuola ho però tratto il meglio, un carattere forte e l’amore per la scrittura  e spesso le due cose sono intimamente legate.

Divina indifferenza

Negli ultimi mesi ho notato quanto la scrittura sia in realtà terapeutica, il distacco dalla cosiddetta “pagina bianca” è stato più duro del previsto, anche perchè scrivere aiuta la mente e liberarsi da tutto ; pensieri inutili si accumulano e non danno spazio a ciò che veramente serve. Via brutti pensieri, bisogna aprire il cervello alle prospettive positive, quelle cose belle per cui ci si alza ogni giorno tralasciando il male e lo schifo immane in cui si è immersi; tale visione negativa è dovuta soprattutto alla gente. Non sono mai riuscita a capirla la gente, mi sono sempre ritenuta abbastanza intelligente: capisco problemi di matematica e geometria, capisco la complicata filosofia di Hegel, ma la gente proprio non la comprendo. 

Solitamente ci si aspetta determinate reazioni dall’essere umano a determinate situazioni, in realtà non vi è nulla di più sbagliato perché impossibile prevedere azioni emozioni o qualsivoglia comportamento,  l’uomo non è razionale. Proprio tale mancanza di razionalità è esasperante, nulla è più estenuante della ridicola psiche umana, i problemi i complessi esistenziali elaborati dalla mente sono quanto mai ridicoli. é aberrante notare come i piccoli individui si preoccupino solo delle piccole cose intorno a loro come se il resto del mondo non esistesse, come se tutto finisse appena varcata la soglia della propria casa. Piccoli ed indipendenti ecosistemi, ecco cosa sono gli essere umani, piccoli e soli insignificanti esseri, privi di prospettiva e di apertura verso il prossimo. Molti sostengono che l’egoismo e l’indifferenza sono propri sopratutto delle grandi città, ciò non è affatto vero, una piccola città è ancor peggio dell’indifferenza, tutti si conoscono tutti si giudicano. Le persone passano la loro giornata a deridere il prossimo, evitando in ogni modo l’autocritica che sarebbe di certo più proficua dell’attacco ad estranei. Eppure basterebbe così poco per allargare un ecosistema, basterebbe poco per rendere felici le persone , per non essere un gruppo di essere soli che convivono su uno stesso pianeta; si mangia insieme, si dorme insieme, ma non si vive insieme.

La visione pessimistica della realtà non è affatto imputabile ad uno stress pre-esami, è un dato oggettivo riscontrabile in ogni situazione, l’uomo attacca il prossimo per salvaguardare se stesso; abbiamo costruito grattaceli e viaggiato nello spazio ma viviamo ancora secondo le leggi della giungla. In tale deprimente condizione è inutile rabbia collera stizza o violenza contro il prossimo, nulla potrebbe mai cambiare perché in realtà nessuno vuole cambiare; riconosciuta questa inevitabile verità consiglio riposo e una divina indifferenza.

Libera associazione di idee

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Avete mai lasciato i pensieri scorrere liberamente?

Seguire i nessi con cui essi si succedono non è facili, una dopo l’altra le idee si accavallano formando una lunga catena dal risultato improbabile. Spesso fermandosi a riflettere su qualsivoglia argomento ci si ritrova in tutt’altra corrente, e tale salto è avvenuto senza nessun esplicito collegamento, eppure un collegamento c’è seppur non chiaro. Viene chiamata libera associazione di idee da Freud, questa avviene in modo diverso in ogni persona secondo le esperienze di ognuno; ecco perché il semplice albero può inspiegabilmente riportare alla mente qualsiasi cosa.

Sperimentare la veridicità di tale teoria è alquanto interessante, l’analisi del corso dei nostri pensieri è in realtà il più oggettivo resoconto su noi stessi, ciò a cui rivolgiamo la mente è ciò che siamo. Spesso mi ero interrogata sull’illogicità di ciò che spesso mi invadeva il cervello, le più strane congetture, le più astratte considerazioni. In particolare la notte sfido chiunque a formulare pensieri del tutto sensati sul cuscino, in cui momenti che ti separano dal dolce sonno; eppure sono quelli i più intensi di significato in cui lasci libera la mente di correre verso le sue catene di idee.

Un flusso ininterrotto di frasi e parole. A volte ho provato a trascrivere questi pensieri ma a dire il vero non vi riesco, come cercare di fermare un fiume in piena  di afferrare il fumo con le mani. La velocità del cervello è infinitamente più grande rispetto a tutto il resto del corpo e tutto appare infinitamente lento a confronto. Eppure su questi monologhi interiori hanno scritto intere opere, il più grande esempio è L’Ulysses di Joyce che riporta in 18 ore il punto di vista dei 3 personaggi principali, le loro più intime impressioni e congetture. Romanzi psicologici sono i più interessanti, scavare la psiche di un uomo è di quanto più avvincente vi sia, un enorme libro in codice che aspetta di essere studiato, il mistero della mente umana che mente umana non riesce a comprendere.

Tutto è un flusso di pensieri, tutto è un flusso di coscienza, una libera associazione di idee, anche ciò che ho scritto: ho esordito con questo argomento per poi dilungarmi sui romanzi modernisti e su Joyce. La parola ha il potere di tradurre i pensieri in forma scritta e concreta, è l’arma letale che permette a tutti di rendersi conto di ciò che è veramente. Scrivere aiuta a scoprire se stessi e leggere dona la chiave per capire gli altri.

Mancanza di idee

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Questa settimana ho disertato il mio solito appuntamento con la pagina bianca, nessuna idea, nessuno spunto, nessun fugace pensiero. Eppure di solito di pensieri ne ho parecchi.

Ho quindi deciso di affrontare la paura del foglio bianco e buttarmi così a ruota libera senza un reale filo da seguire, una strana libertà devo dire, mai sperimentata  un flusso di coscienza mi attraversa la mente in modo confuso e sconnesso. L’unica cosa che veramente mi deprime è la noia, la cessazione di qualunque idea nella mia testa, nulla. Il caro ben noto Schopenhauer giudicava la noia peggiore del dolore ed in effetti concordo, nulla può essere più sfibrante della noia e dell’assenza di pensieri . L’uomo è nato per elaborare per essere in continua attività e quest’ozio mi intorpidisce il cervello, completo scollamento di sinapsi nervose.

Attribuisco gran parte della colpa all’ambiente circostante, la routine uccide la fantasia, una realtà inquadrata e organizzata senza alcun colpo di scena, senza punti di riflessione… Un assaggio del mondo, ecco cosa vorrei veramente, vorrei scrivere di luoghi lontani e mai visti, vorrei scrivere di viaggi pericolosi verso foreste o alte montagne innevate. Il lavoro perfetto sarebbe poter girare il mondo e raccontarlo su fogli di carta, riportare le foto. Ma il sogno è di dura realizzazione e nel frattempo scalerò le vette dell’Himalaya con l’immaginazione, camminerò sulla bianche spiagge dei Caraibi e risalirò il Nilo da casa mia.

Cara vecchia noia cosa non si fa per cacciarti via dalla mente, nel frattempo però mi abbandono al dolce far niente in attesa di nuove storie da raccontare o di riflessioni da commentare

Messaggi subliminali

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Nessuno se ne accorge ma è continuamente bersagliato da messaggi subliminali, nelle pubblicità , nei film, sui giornali, a lavoro e addirittura nei cartoni dell’infanzia. Chi sospetterebbe di tali programmi?

migliaia e migliaia di menti traviate da piccoli messaggi nascosti a cui nessuno fa caso…apocalittico.

A parte le facili battute della polverina bianca di Pollon o dell’origine satanica di Dragon Ball i messaggi subliminali esistono e sono la peggior arma mai scoperta, influire sul pensiero della massa. Il potere dei media è sempre stato riconosciuto ma mai si è prestata attenzione a determinati programmi reputati puliti da qualsiasi tipo di contenuto celato, questo fa tanto 1984 o film apocalittici che prevedono la trasformazione del genere umano in robot programmati dal governo.

Libero pensiero o libera comunicazione sono ormai state abbandonate e la nuova era di comune volontà sta divenendo una concreta realtà… Troppa televisione fa male, troppo internet fa male, troppo mondo fa male… eppure 40 anni fa non si sarebbe mai prospettato un simile futuro, un futuro con cellulari Touch , computer senza tastiera, auto elettriche in largo consumo, Hotel nei fondali marini… tutto ciò era nell’immaginario comune come i robot o le auto volanti, un sogno di piena fantascienza. Il 2000 è l’era della tecnologia che sostituisce l’uomo in tutto, è l’era dei cartoni censurati o studiati, l’era di un comun pensiero controllato.