Generazione 5 minuti

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A volte mi sorprendo di quanto tempo noi riserviamo al mondo e quanto invece ne riserviamo a noi stessi. Oggi si corre, si corre dappertutto, a lavoro , a scuola, al supermercato… non si fa altro che correre per arrivare dove poi non si sa. Questa è la “generazione 5 minuti”, si ha fretta di fare tutto e di farlo bene, attività frenetiche che riempiono le nostre giornate sin dalla giovane eta. Anche i bambini devono districarsi tra mille impegni, tra ciclo ,danza, scuola e doposcuola i ragazzini del ventunesimo secolo rispecchiano in pieno il loro tempo. Tempo per pensare non serve più, ormai non si pensa, altri lo faranno al posto nostro…

é una condizione che fa riflettere, la frenesia di questo tempo, per cosa tutti si apprestando faticosamente a raggiungere, che poi un vero obiettivo non sarà mai raggiunto, al termine della corsa vi sarà sempre un punto di arrivo più bello più luminoso. La vita come continua maratona verso un traguardo che si allontana come la linea dell’orizzonte, che vita sprecata. Ogni tanto fermarsi lungo il tragitto non può fare che bene, anche solo per guardarsi alle spalle e poter esclamare soddisfatti “Eh si ne ho fatta di strada”, se non si raccolgono anche queste piccole gratificazioni che senso ha tanta fatica?

Eh si questa è l’era delle innovazioni e stare al passo con i tempi è d’obbligo, nuove tecnologie, nuove scoperte scientifiche, la vita dell’uomo si allunga esponenzialmente ogni anno di più, e le condizioni di vita tendono (non sempre) a migliorare. Questa è l’era dello spreco, lo spreco di tempo, perché correre come topi in cerca di un “formaggio ” sempre più buono non riuscirà mai a saziare ma solo ad alimentare il senso d’infelicità e d’insoddisfazione che ormai è insito dell’uomo.

Fermarsi e riflettere questo è il miglior modo per andare avanti; non importa con quale impiego di tempo ma fermarsi e cambiare strada se se ne ha voglia. Migliaia di possibilità, migliaia di opzioni si aprono e finalmente la sensazione di momentanea serenità ti avvolge in un piacevole abbraccio.

Vita in attesa

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Avete mai provato il piacere dell’attesa? Contare i giorni le ore in vista di un avvenimento, di un messaggio, di una persona o semplicemente l’adorato riposo. Aspettare qualcosa che crediamo migliori le nostre condizioni è qualcosa di semplicemente unico, immaginiamo ciò che accadrà e speriamo che si presenti nel miglior modo; con il tempo i nostri sogni si caricano di aspettative e si è sempre più convinti che ciò che aspettiamo sia fantastico. In realtà poi spesso le aspettative non sono superate, l’immaginazione è molto più bella della realtà , con la fantasia possiamo creare un mondo perfetto dove tutto è piacevole e roseo. L’attesa è quindi notevolmente migliore rispetto al reale evento di qualunque sia la sua natura, questo concetto (abbastanza pessimistico) sulla vita è stato trattato da artisti e filosofi adeguatamente; un esempio ne è Leopardi nel Sabato del villaggio dove tutti gli abitanti godono nell’attesa della domenica che in realtà non dà alcuna vera gioia. La vita è come un lunghissimo sabato, il che potrebbe essere abbastanza deprimente, trascorriamo la maggior parte del tempo attendendo il miglioramento o che particolari situazioni si risolvano, ma in quest’attesa le speranze riempiono il cuore e la fantasia viaggia rendendo tutto più dolce. Nemmeno ci si rende conto di essere continuamente proiettati verso un futuro migliore, la preoccupazione dell’avvenire non permette di cogliere a pieno il presente o di godere di piccoli momenti là dove si presentano; non vi diamo importanza perché non hanno poi questa grande attrattiva se paragonati alle nostre speranze. L’uomo vive nel mondo dei sogni o meglio nel mondo del domani, ma l’attesa della “domenica” rende tutto più sopportabile, un salvifico atteggiamento positivista aiuta nei momenti più sfortunati in quanto si spera in un prossimo miglioramento…

Una vita in attesa, non so se cogliere gli aspetti positivi di questa riflessione o se guardare la vita come un unico susseguirsi di speranze inattese e mai del tutto soddisfatte.

L’atteggiamento ottimista è sicuramente il più saggio da adottare sperando in un futuro migliore.

Etty Hillesum

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Le frasi che più mi hanno colpita…profonde e sincere

Ascoltarsi dentro. Non lasciarsi più guidare da quello che si avvicina da fuori, ma da quello che s’innalza dentro.

Bisogna anche accettare i momenti “non creativi”; più li si accetta onestamente, più essi passano in fretta. Si deve avere il coraggio di fermarsi, di essere talvolta vuoti e scoraggiati.

Bisogna combatterle come le pulci, le tante piccole preoccupazioni per il futuro che divorano le nostre migliori forze creative.

Bisogna essere sempre più parchi di parole insignificanti per trovare quelle parole di cui si ha bisogno. Il silenzio deve alimentare nuove possibilità di espressione.

Bisogna rinunciare a tutto per poter fare in un giorno le migliaia di piccole cose che vanno fatte per gli altri, senza smarrirsi.

Credo che ogni “peccato” contro l’amore per gli altri si vendichi, nella persona stessa come nel mondo circostante.

Credo che sia soprattutto la paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori.

Devo avere il coraggio di vivere la vita con la “carica di significato” che essa pretende, senza per questo considerarmi pesante, o sentimentale, o innaturale.

Di tanto in tanto ci gettiamo vicendevolmente dei frammenti su noi stessi, ma non credo che ci capiamo.

Dio non è responsabile verso di noi, siamo noi a esserlo verso di lui.

Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente riccae abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.

Dovrò ancora imparare questa lezione e sarà la lezione più difficile, mio Dio: prendere su di me il dolore che m’imponi tu e non quello che mi sono scelta io.

E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio. (11 luglio 1942, p. 163)

E se vogliamo perdonare agli altri, dobbiamo prima perdonare a noi stessi i nostri difetti […] Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare.

Essere fedeli a tutto ciò che si è cominciato spontaneamente, a volte fin troppo spontaneamente.

Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati – non potrebbe essere questa l’idea?
Il processo di reciproco avvicinamento è parallelo a quello della reciproca liberazione.

Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro.

L’età dell’anima è diversa da quella registrata all’anagrafe. Credo che l’anima abbia una determinata età fin dalla nascita, e che questa età non cambi più.

L’unica sicurezza su come tu ti debba comportare ti può venire dalle sorgenti che zampillano nel profondo di te stessa.

L’unica vera unità è quella che contiene tutte le contraddizioni e i movimenti irrazionali: altrimenti finisce per essere di nuovo un legame spasmodico che fa violenza alla vita.

La vera spoliazione ce la infliggiamo noi.

La vita si svolge interiormente e lo scenario esteriore ha sempre meno importanza.

Analfabeti affettivi

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Oggi l’istruzione possiamo reputarla un bene comune, la scuola è obbligatoria sino ai primi anni dell’adolescenza e quasi tutti riescono a raggiungere almeno il diploma di scuola superiore. Ciò che ora ci riesce difficile comprendere sono gli affetti, ebbene si siamo degli analfabeti affettivi, la lingua dell’amore non è più alla nostra portata, non più di quanto lo sia l’inglese per la maggior parte di noi. Questa definizione dell’umanità mi è stata riportata oggi in relazione ad una scrittrice ebrea una certa Etty Hillesum, che scrisse un diario durante la persecuzione nazista; è ovvio che questa affermazione viene argomentata da lei in un periodo storico dove la crudeltà era all’ordine del giorno ma è quanto mai attuale. Non siamo stati educati al sentimento,l’educazione all’affettività che ci propinano a scuola non ha niente a che vedere con l’amore, è solo sesso ed in effetti con quello la nostra generazione ha molta dimestichezza. I sentimenti sono al di fuori della nostra portata, come la fisica quantistica , per la maggior parte della popolazione di questo secolo le emozioni, l’amore sono solo soggetti di film e canzoni. Non si è più abituati a leggere ciò che ci accade dentro, non sappiamo definire le sensazioni che invadono la mente ed il cuore, non sappiamo dare un nome alle mille sfumature di cui i sentimenti si colorano, siamo grigi e ignoranti. Un’ educazione alla sensibilità è d’obbligo in questi tempi di aperta e pubblica superficialità, pare che più si è immorali e crudeli più si è forti e famosi, non vi è spazio per animi profondi nell’era digitale si dà spazio all’apparenza. L’umanità pare arida dinnanzi a qualsiasi tipo di emozione sia essa tristezza o allegria, è stanca di ricercare, è stanca di interpretare i piccoli momenti, siamo avvolti da una pallida apatia da cui fatichiamo ad uscire; le piccole gioie di cui un tempo ci nutrivamo ora sono come passate di moda, la vita non è più chic. Analfabeti affettivi vuol dire analfabeti di vita, di amore, l’ignoranza del tipo peggiore è quella ti lascia infelice ed insoddisfatto, quella che non arricchisce l’anima; la vera cultura è quella che impari vivendo, i libri sono maestri ma il tempo lo è ancor di più, nessuno può insegnarci ad amare, ad essere felici.

Purtroppo il progresso ha spazzato via ciò che di buono aveva il passato: semplicità, genuinità, calore, sincerità e un pizzico di morale e dignità in più.

L’arte della fotografia

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Un tipo di arte spesso non riconosciuta è la fotografia, un’arte molto più espressiva di molti quadri. Molti affermano che non vi è talento nello scattare una foto perché è lo strumento che traccia l’immagine ma non è così, la macchina fotografica come ogni altro strumento non ha sensibilità e non agisce automaticamente. Il fotografo (ovviamente parlo di fotografi-artisti con debite restrizioni nel campo, non tutti coloro che la usano per lavoro possono essere definiti tali) non è solo una mano che preme il pulsante e mette a fuoco, è molto di più, è un occhio sensibile che trae ispirazione dalla realtà in modo soggettivo, la rende sua. Ho sempre reputato la fotografia un’arte coraggiosa molto più audace della pittura e della scultura, queste utilizzano i colori o il materiale dandovi le forme che preferiscono in modo autonomo, il fotografo no; il fotografo è obbligato a rifarsi a ciò che lo circonda in modo netto, senza la possibilità di poter influire manualmente e abbattere i limiti oggettivi che la realtà impone. Questa nuova arte ha il coraggio di mostrare la natura e l’ambiente cosi  com’è senza modifiche, senza poterla migliorare; l’arte in se nasce proprio come strumento per perfezionare ciò che in natura è imperfetto, diamo vita al cosiddetto “Bello ideale”.  Un foto mostra di quanto più audace e deciso ci sia, ci mostra ciò che noi troviamo comune rendendolo del tutto nuovo, da diversi punti di vista, possiamo cogliere la realtà nelle sue molteplici sfaccettature e cogliere il sentimento ed il messaggio che l’artista trasmette. Un realismo sconcertante a cui spesso non diamo la considerazione che merita, in una foto c’è vita e speranza,c’è passione ed esaltazione. Il vero talento dell’artista è quello di rendere un concetto e il fotografo lo fa in maniera elegantemente straordinaria, genera in noi emozioni con immagini e soggetti ordinari; trasforma una sedia, un albero, un bambino, un semplice fiore, in qualcosa di più grande, di eccezionale. Posizionare l’obbiettivo non basta, una fotografia è sterile se non vi è dietro la dovuta ispirazione, sarebbe solamente un’immagine senza significato, senza emozioni, non suscita alcuno stato d’animo. Vi sono moltissimi fotografi famosi e le loro opere sono a dir poco straordinarie, cito ad esempio Steve McCurry, le sue foto incutono timore, esasperazione, tristezza, angoscia, curiosità,compassione… non è forse questa l’arte?

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Questo sguardo mi ha colpito subito, toglie il fiato.

Il business del matrimonio

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Non so se avete mai fatto caso all’istituzione matrimoniale  e al grande mercato che essa muove. Abito, cerimonia, auto, chiesa/comune, intrattenimento, ricevimento , viaggio ecc… il giorno più bello della vita contempla tutti questi aspetti ed acquista una valenza economica mai prospettata. Oggi sposarsi equivale a finanziare una grandissima fetta di mercato, compresa quella religiosa, non più due cuori e una capanna, oggi vi sono 2 cuori e una lussuosa suite con  vista mare. Dove sia finito il romanticismo e lo spirito d’adattamento non si sa, oggi le coppie ostentano cerimonie abominevoli con cigni, colombe addobbi eccessivi e barocchi; un insieme che ha poco a che fare con il reale significato e snatura completamente il rito in se. La moda del momento obbliga a tenere un festeggiamento sfarzoso e spesso ridicolo, tutto curato nei minimi particolari all’eccesso. Alcuni matrimoni sono ripresi da telecamere,  veri e propri programmi  mostrano spose impazzite che litigano per un velo, sposi obbligati a organizzare l’evento con il terrore che le future mogli non siano del tutto contente. Insomma è questo il matrimonio? questa l’istituzione su cui poggia la famiglia? Il vero spirito dell’avvenimento non si nasconde nello sfarzo generale ma nella condivisione di un momento unico e speciale con la famiglia e gli amici. Non voglio però rifiutare qualsiasi tipo di spesa al riguardo, solo spingere verso una misura adeguata del fasto. Un giorno indimenticabile non equivale ad un giorno per cui bisogna accendere un mutuo, l’amore vero non ha bisogno di altri inutili accessori .

L’informazione muove il mondo

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La buona informazione è ciò che scuote il popolo, è sempre più difficile trovare mezzi di comunicazione imparziali, giornali, televisioni, stazioni radio tutte ormai hanno un  partito politico e presentano fatti e vicende da differenti prospettive. Sempre più spesso facciamo affidamento sulle opinioni giornalistiche o che la tv ci propina, senza analizzare accuratamente in modo razionale; ciò che ci viene riferito deve essere preso in considerazione con le dovute precauzioni. La falsa propaganda influenza continuamente l’opinione pubblica ed un cattivo articolo può seriamente indurre a considerazioni sbagliate un’intera nazione. Questo potere è da non sottovalutare, un grandissimo potenziale che viene accuratamente sfruttato da politici, intrattenitori ed industriali; un business che vede partecipare grandi personalità dell’alta società. Dietro le pagine di un giornale o il servizio di un Tg c’è un mondo che fatichiamo a riconoscere, conflitti d’interesse, corruzione favoritismi ecc… una realtà che potrebbe rendere un enorme servizio alla comunità se fosse ben gestita. Bisogna tuttavia riconoscere che alcuni mezzi d’informazione operano in sincerità e che alcuni giornalisti obbediscono ancora ad un codice morale da tempo dimenticato; persone che credono nel loro lavoro, nell’importanza che questo riveste: l’informazione muove il mondo in modi che nemmeno riusciamo a cogliere. Nel tempo  siamo stati spesso testimoni di propaganda faziosa e corrotta, un esempio ne è stata la politica antisemitista adottata dai nazisti ed in seguito anche dagli italiani; queste persone del tutto innocenti vennero dipinte agli occhi della comunità come mostri corrotti e viziosi, colpevoli di ogni male. Giornali, radio e qualsiasi mezzo venne utilizzato per appoggiare questa campagna razziale ingiusta e disumana, il genocidio iniziò proprio in questo modo, con le parole,con le vignette ed ogni sorta di espediente. Un potere immenso nelle mani di pochi, il buon lettore deve quindi apprendere le notizie con un grande senso critico.

Evoluzione italiana

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Dalla povera scimmia all’ex presidente del consiglio, evoluzione italiana riassunta nei grandi uomini della storia. Un’evoluzione che vede una seconda parte decrescente rispetto all’iniziale crescita siamo infatti tornati all’età della pietra, non si può non notare la somiglianza (e non solo nell’altezza) degli estremi. Siamo quindi tornati all’era primitiva, solo che al contrario di cacciare animali e arrampicarci sugli alberi ora ci truffiamo l’un l’altro e rischiamo di abitare sotto ai ponti, ebbene si chi se lo sarebbe aspettato che millenni dopo l’uomo italiano sarebbe tornato alle antiche origini?

Eppure ci si aspetterebbe che dopo grandi personalità come Giulio Cesare o Garibaldi il popolo aspirasse ad un generale miglioramento e invece no, noi non ci smentiamo mai, siamo andati incontro ad un decisivo peggioramento come se la moralità e l’avanzamento della civiltà fossero entità inversamente proporzionali, aumenta una diminuisce l’altra. Mussolini in effetti era anche scontato in quel periodo storico, molte nazioni europee e non in quel periodo caddero in una feroce dittatura, ma poi si sono riprese con violente rivoluzioni, noi no abbiamo difeso la nostra libertà affidandoci a persone sempre peggiori come se nemmeno fosse affar nostro. Che poi per carità anche ora ci sono paesi molto più disgraziati di noi, non siamo di certo i più sfortunati ma almeno loro sono giustificati, in quei luoghi non gli è permesso votare e sono in pieno regime, ma noi no, noi li volgiamo e soprattutto li votiamo! Ci prendono per il culo se ne vanno e noi ce li riprendiamo, bastano 4 parole messe al posto giusto “togliere, tasse, aumento, stipendi”                         ( attenzione non viene mai precisato l’ordine in cui vengono poi poste tali parole) e tutto per noi è rose fiori poi quel che viene dopo a noi non interessa. Sembra che se un politico non è coinvolto con la giustizia o in qualche processo a noi non piace, Mussolini ha affermato il regime dopo l’omicidio Matteotti, non è normale, ma almeno in quel caso (già l ho detto) eravamo giustificati era dittatura, a difesa del Duce vorrei ricordare che almeno è stato sincero  si è assunto le sue responsabilità (si fa per dire perché poi un processo non è mai stato fatto); ora invece no, ora difendono con una gran faccia tosta le loro malefatte “negare sempre e comunque” questo è il loro motto, anche davanti ad un video con tanto di messa a fuoco loro sarebbero in grado di dire “non era io! mi hanno incastrato, qualcuno ha messo una prostituta nel mio letto, e l’ha anche pagata con i soldi dei contribuenti a mia insaputa!”. Gli italiani però c’è da dire hanno una gran fiducia, questo a noi proprio non ci manca come la capacità di lamentarci, credo sia una caratteristica insita nel DNA, dovrebbero studiare un nuovo tipo di cromosoma, il cromosoma prendimi-per-il-culo-tanto-ti-voto-comunque.

La vita è bella

Giorno della memoria 27 gennaio
Ogni giorno è il giorno della memoria,ogni giorno dovremmo ricordarci ciò che è stato per impedire che accada di nuovo. Ho scelto questo film sia perché adoro Benigni, sia perché trovo fantastica la storia del padre che inventa un gioco a premi per nascondere al figlio l’esistenza di questo mondo atroce.Il video riporta l’ultima scena del film la liberazione, la parte più bella non solo per il lieto fine (seppure parziale) ma per la felicità del bambino, solo l’ingenuità di un bambino avrebbe gli permesso di ignorare le atrocità che lo circondavano.