Tesina di maturità: L’informazione guida il mondo

Il potere dei media

I regimi totalitari hanno dominato il panorama politico europeo dell’ultimo secolo privando l’uomo di ogni tipo di libertà, trasformandolo in un vero e proprio servo del partito. Questo tipo di governo affonda le sue radici nella massa, ovvero la società post-rivoluzione industriale basata sull’ omologazione, sulla nascita del cosiddetto uomo medio. Il leader totalitario è l’uomo che emerge dalla massa, è un uomo dotato di grande carisma che riesce a conquistare la fiducia del popolo e la proprie simpatie, incarnando le aspirazioni e i desideri di un’intera nazione. Fascismo e Nazismo sono nati proprio da queste grandi personalità, si basano su un totale ed incondizionato appoggio della società, appoggio ottenuto sia con la violenza ma in particolar modo con l’utilizzo di una potentissima arma l’informazione; giornali, televisione e radio sono i nuovi mezzi con cui i partiti controllano il “libero” pensiero. Mussolini è consapevole del grande potere esercitato dai mezzi d’informazione, essendo stato a capo di un giornale, per questo motivo diede inizio ad uno strettissimo controllo sulla comunicazione di massa tramite il Minculpop (Ministero per la cultura popolare). La censura  colpì ogni settore, nulla che non fosse approvato dal regime aveva il permesso di essere divulgato; ma la censura non fu il solo potere di cui il Duce si avvalse, una efficacissima propaganda fu promossa in tutta la nazione per mostrare un’Italia nuova e potente sotto il regime fascista. Uno degli strumenti più usati dal regime era l’Istituto Luce, un cinegiornale che esaltava il partito e il suo operato proiettando le grandi imprese avviate dal governo; questo mezzo d’informazione era molto più efficace della semplice parola scritta, in quanto le immagini rendevano notevolmente più incisivo il messaggio e penetravano anche in quella fascia di popolazione non alfabetizzata. Nel regime nazista gli effetti del controllo mediatico furono ancor più devastanti, in quanto questo si adoperò in modo particolare ad attaccare gli ebrei, una minoranza etnica che occupava le classi più alte della società. Radio giornali e qualsiasi mezzo vennero usati per condurre una spietata campagna antisemita, ciò segnò l’inizio della persecuzione che culminò nel 1942 con la soluzione finale e lo sterminio di un intero popolo.

Dopo l’esperienza fascista il governo italiano voleva promuovere la libera informazione e il libero pensiero per allontanare definitivamente il ricordo della dittatura; tale volontà venne decretata nel 21° articolo della costituzione:

 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La Stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure

                                                                                                                    (Art. 21 della Costituzione comma 1 e 2)

 

Nell’articolo è evidente il desiderio di garantire la libertà di stampa e di ogni mezzo d’informazione, quest’ultima precisazione è figlia delle considerazioni dei lungimiranti padri costituenti, i quali avevano previsto il boom che i mass media avrebbero avuto a partire dagli anni ’50. Nell’era fascista la diffusione di questa nuova tecnologia non era completa, fu proprio il partito a promuovere la circolazione delle prime radio, i cui programmi erano monopolizzati dalla Eiar da cui derivò poi la Rai. Il fenomeno della televisione invase a poco a poco le case degli italiani consentendo lo sviluppo della cosiddetta industria culturale, ovvero l’industria che produce non beni materiali ma di carattere culturale, influenzando la mentalità, le abitudini, i gusti di tutta nazione. La sua comparsa vi fu il 5 gennaio 1945 divenendo in breve il principale canale d’informazione, strumento di intrattenimento e, almeno in un primo momento, essa favorì il processo di aggregazione sociale; nacque infatti l’usanza di riunirsi a casa di vicini e parenti per poter condividere l’apparecchio, dal momento che non tutti ne erano in possesso. Ben presto l’espansione della televisione fu totale, ogni famiglia ne possedeva almeno una, ciò diede inizio alla chiusura  dell’individuo nel proprio nucleo familiare, ponendo fine all’aspetto socializzante inizialmente aveva contraddistinto la televisione. Omologazione ,livellamento, standardizzazione queste furono le caratteristiche della società a partire dagli anni ’60 causate dai mass media; la pubblicità, i programmi, i film divennero la nuova Bibbia la quale predicava un nuovo ordine : << L’ideologia edonistica >>.

Fu Pasolini a definire l’ideologia edonistica come “la peggiore delle repressioni umane”, essa non è però la legittimazione del piacere ma un “atteggiamento mentale che “dà senso solo a ciò che piace” e per questo l’uomo  tende ad appropriarsi di tutto ciò che dà piacere.  In uno articolo pubblicato sul Corriere della sera scrive:

 

Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo d’informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere […]. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie appunto la televisione), non solo l’ha scalfita ma l’ha lacerata, violata bruttata per sempre…

                                                                           (Sfida ai dirigenti della televisione Corriere della sera  09/12/1972)

 

L’autore è un vero e proprio intellettuale militante,  nei suoi articoli fotografa in  modo assolutamente oggettivo la condizione dell’Italia, il degrado della società, le conseguenze che questa “dittatura tecnologica” ha causato: la perdita dell’identità di classe, l’omologazione in un unico modello culturale, cancellazione del passato e di una memoria collettiva. Descrive una popolazione di “Giovani uomini” e  “Giovani Donne” che trovano identificazione solo nel consumismo dando vita ad una forma di totalitarismo ben più subdola delle semplici tirannie; il modello proposto dalla televisione si appropria dell’anima, insinuandosi nella mente dell’ignaro telespettatore, il quale non riesce a comprendere di essere vittima di un vero e proprio “Brainwashing”. L’imposizione del modello ha generato un comune stato d’insoddisfazione dovuto all’impossibilità di realizzarlo completamente, da ciò scaturiscono frustrazione, ansia e stress le cosiddette malattie dell’uomo moderno. L’istituzione di questo nuovo esempio da seguire ha portato all’abiura dei vecchi modelli comportamentali, un esempio ne sono i sottoproletari, che se inizialmente esaltavano la loro ignoranza come caratteristica distintiva ora la rinnegavano, vergognandosi  delle proprie radici. Allo stesso tempo i piccolo borghesi divennero rozzi e infelici perche impoveriti intellettualmente, così il sottoproletario si è imborghesito mentre il borghese si è sottoproletarizzato. Pasolini colse già nel 1972  quale potere la televisione potesse esercitare sulla massa, non in quanto semplice strumento, ma come “elaboratore di messaggi” che forgia una nuova mentalità, un nuovo stile di vita, una nuova morale; se ogni uomo può essere definito come figlio del suo tempo, l’uomo moderno è sicuramente una creatura della televisione. La televisione come madre ma soprattutto come “Cattiva maestra” venne descritta da Popper nell’ omonimo saggio, dove la paragona ad un <<asilo d’infanzia globale >>; il bambino di nuova generazione ha fatto dei videogiochi il proprio parco e dei canali la nuova scuola .I mezzi d’informazione educano o diseducano, in quanto è impossibile separare i dati dalle teorie, i fatti o gli eventi vengono riportati dai media già interpretati proponendo sempre e solo il loro punto di vista; ciò non permette al cittadino di formare una propria e personale opinione. L’influenza televisiva denunciata da Popper viene invece difesa dai cosiddetti “integrati” , ovvero coloro che reputano questo fenomeno come crescita culturale delle masse, in quanto l’informazione ora è divulgata anche a quelle classi che precedentemente ne erano estromesse; si parla quindi di una sorta di democratizzazione. Tale democratizzazione è però fittizia in quanto nei programmi televisivi si tende ad abbassare il livello culturale, adducendo come giustificazione “perché la gente lo vuole”, ciò ha portato al degrado intellettuale e all’intorpidimento mentale di cui è vittima la società contemporanea. A tale scopo Popper appoggia un maggiore controllo dello stato sui media in quanto “si ha bisogno della libertà per evitare gli abusi, e si ha bisogno dello Stato per evitare gli abusi della libertà.”La società dei consumi ha inspirato anche il mondo dell’arte, in particolare nella Pop art dove è l’oggetto del consumo a divenire soggetto; tale corrente non aveva però la volontà di nobilitare la realtà, ma al contrario di banalizzarla e ridicolizzarla, sottolineando la volgarità della società moderna. Anche l’arte diviene quindi uno strumento di mercato, Andy Warhol rappresenta proprio quel mondo regolato da sterili leggi di mercato, come nell’ opera << Five Coke Bottles>> dove  rappresenta un prodotto la Coca-Cola proprio come in una pubblicità. Arte standardizzata figlia di un’epoca materialistica e consumistica, dove le persone trovano la felicità non nella realtà o nei rapporti umani,  ma nello shopping. La vita diviene una continua ricerca verso ciò che la televisione propina, gusti, ideologie, pensieri, tutto è controllato da un totalitarismo ben più infido di un regime dittatoriale, l’omologazione culturale ha prodotto un insieme di individui infelici e incapaci di formulare un proprio giudizio. È impossibile non constatare che la televisione e in generale i mezzi d’informazione  guidano il mondo, la vita di ogni singolo individuo,ogni grande evento della storia è stato celebrato dal potere mediatico; un esempio ne è stato lo sbarco sulla luna definito :

Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per l’umanità

                                                                                                                                                           (Neil Armstrong)

Milioni di persone si sono riunite davanti al piccolo schermo per assaporare quel frammento di storia, quel grande balzo che segnava in quel lontano 1969 una svolta scientifica e tecnologica. Tale immenso potere è stato nell’arco di pochi decenni assunto nelle mani di pochi, che lo sfruttano per fini politici ed economici; la libera e genuina informazione ormai può dirsi scomparsa. In Italia la Rai aveva l’assoluto monopolio sulle trasmissioni radio-televisive, in seguito sono comparse altre reti, altre fonti  non controllate che ora dominano il panorama televisivo; si può infatti definire non più monopolio ma duopolio delle due reti nazionali: Rai e Mediaset. L’Informazione conduce le sorti del mondo, il popolo è ormai completamente soggiogato dai media divenendo l’orribile realtà che Orwell aveva prospettato; l’individuo è inconsapevolmente divenuto vittima della propaganda in quanto questa non viene opportunamente analizzata in modo razionale. La falsa propaganda influenza continuamente l’opinione pubblica ed un cattivo articolo può seriamente indurre a considerazioni sbagliate un’intera nazione. Dietro le pagine di un giornale o il servizio di un Tg c’è un mondo che si fatica a riconoscere, conflitti d’interesse, corruzione favoritismi ,il buon lettore dovrebbe quindi apprendere le notizie con il dovuto senso critico.

Immagine

 

 

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6 thoughts on “Tesina di maturità: L’informazione guida il mondo

  1. Lidania ha detto:

    Quest’anno ho la maturità e mi piacerebbe affrontare questo tema. Mi daresti ulteriori indicazioni?

  2. chanel335 ha detto:

    Ciao! Mi potresti dire per favore quale programma hai adoperato per creare la prima pagina di giornale?

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