Straniera in casa

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Giudizio. é strabiliante come la gente sia così generosa e prodiga nel pronunciare giudizi su ogni cosa su ogni persona. Nei piccoli centri il passaparola, il pregiudizio ed il pettegolezzo non sono mai passati di moda; veri o falsi che siano nessuno si astiene o si oppone, le voci viaggiano velocemente di bocca in bocca, di mente in mente. Vivendo appunto in un piccolo centro vengo ogni giorno a contatto con questo gazzettino instancabile, tuttavia i “giornalisti” non si preoccupano minimamente di verificare la veridicità di suddetti rumori.

Ancor più interessante è la velocità di propagazione delle notizie, sono tanto più rapide quanto più è triste, orrenda o ridicola… è strano come la gente comune divenga un insopportabile impicciona e come sguazzi nei particolari più macabri o disgustosi. Io come parte di questo piccolo mondo assetato di scoop non mi astengo totalmente al “bla bla…” giornaliero, tuttavia ho sviluppato un sesto senso per le balle o per le vicende gonfiate in maniera a dir poco incredibile. Nulla si riesce a nascondere alle orecchie ben addestrate di quelle bocche larghe, bisogna però ammettere che un fondo di verità in queste voci vi è quasi sempre e spesso gli oggetti di tali verità gonfiate non ne sono affatto dispiaciute.

I pettegolezzi comunque non sono mai così esaltanti e meno che meno indimenticabili, così proprio come i giornali sono buoni per incartare il pesce il giorno dopo, anche i rumores svaniscono nell’aria come mai esistiti sostituiti da nuove e più succulente notizie.

Forse il fascino dei piccoli centri è proprio in questo, tutti si conoscono e nessuno ha il privilegio di poter conservare la propria privacy, altrimenti credo che la noia dilagherebbe in modo inesorabile. Può sembrare frivola una vita spesa a rincorrere voci o elargire giudizi non richiesti ma nessuno all’interno del piccolo mondo sembra accorgersene , come un continente a parte si è più informati sul divorzio e le spese del sindaco che delle ultime riforme del governo. In effetti l’Italia non è mai stata unita, la vedo molto più simile ad un insieme di piccoli centri, ognuno possiede in maniera più o meno evidente un’autonomia, ognuno è caratterizzato da un proprio dialetto un proprio codice comportamentale, delle proprie festività e tradizioni.  Mio malgrado devo ammettere quindi di non essere italiana quanto più terracinese e spesso anche questa definizione non mi calza a pennello, sono estranea anche del paese in cui vivo, una piccola extracomunitaria che cerca in vano di comprendere la cultura del nuovo paese.

é strano ma sono a casa negli alberghi nelle stazioni o negli aeroporti, in quei luoghi dove la gente trascorre pochissimo tempo e dove non si è mai fermi dove non vi è mai lo stesso viso. Come nel film di Tom Hanks Terminal vivrei in un aeroporto, rifiutata dal mio vecchio stato e dal nuovo, in bilico metterei la mia vita in pausa .

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